Intervista di Marzia Buson

A prima vista non si direbbe una cantante, tantomeno una cantante lirica. Silfide dallo sguardo determinato, frantuma ogni stereotipo legato alla pomposità e all’alterigia del mondo del bel canto. L’incedere è deciso, ma lasciate le crinoline, è la semplicità a far da padrona. Un attimo di concentrazione e già non è più con noi, tanto da riportare alla mente quel versetto di Filippesi in cui “…svuotò se stesso, prendendo la forma di servo…” Ed ecco che dal corpo delicatamente dipinto dalla mano del Creatore s’innalza una voce cristallina e pura a riempire l’intera sala. Il professionismo appare paradossalmente banale di fronte alla qualità di un acuto frutto di uno spirito che anela al Cielo. Semplici note diventano sinfonia, e dalla sua bocca una spada di fuoco raggiunge la radice dei cuori della platea. E’ allora che diventa Liliana, la guerriera temeraria che cavalca nella battaglia dei cieli a fianco del suo Generale Gesù Cristo; ma anche Lily, piccola “piaf” ? usignolo, n.d.a.? che dolcemente e con occhi di stupore si affida alle cure amorevoli del Padre… La sala risuona ancora della lode, ma il pubblico è avvolto da un manto di silenzio e di timore: è la presenza di Dio, e le lacrime solcano il viso in un gesto liberatorio d’adorazione.

Finalmente il tuo primo cd! Un’uscita sofferta… Com’è nato questo progetto?

Il progetto è nato quattro anni fa quando mi sedetti al pianoforte e lo Spirito Santo mi ispirò la musica per un passo del Cantico dei Cantici in occasione del matrimonio di una mia carissima amica. Non avevo mai pensato alla possibilità di comporre (mai limitare Dio!). Giorno dopo giorno, mese dopo mese, pregavo, mi sedevo al pianoforte e registravo quello che succedeva: a volte arrivavano prime le parole, altre volte partivo dalla musica. Era sempre di getto, mai pensato o elaborato: frutto di una comunione con l’unico Grande Compositore. Riascoltando il brano, ero sempre meravigliata dal risultato ed era assolutamente indiscutibile che non fosse “farina del mio sacco”! Nel giro di un anno i brani diventarono quasi 30: pianoforte e voce incisi su cassette e l’orchestrazione nella mia testa. Il passo successivo fu il lavoro preziosissimo di Franco Muggeo con il quale abbiamo lavorato agli arrangiamenti: io cercavo di fargli capire i suoni che sentivo nella testa e lui “arrangiava” con tastiera e computer. Poi l’attesa della possibilità di incidere con strumenti veri perché volevo l’eccellenza per Dio e dopo tanta sofferta attesa, la pace nel cuore di uscire così, al meglio delle possibilità attuali.

Qual’è la caratteristica intrinseca di questo lavoro?

Mi piacerebbe rispondere “l’unzione” ma sarete voi a valutare! Sicuramente il tipo di vocalità, l’impronta classica, il connubio tra il fuoco siciliano e il rigore inglese generano intense emozioni!!! Il filo conduttore è l’espressione delle varie sfaccettature del mio rapporto con Dio: la Sua potenza e maestà, la Sua dolcezza, la Sua fedeltà, il mio amore per Lui…

Un’inglese di origini italiane al suo esordio sul mercato italiano: cosa pensi della musica cristiana in Italia rispetto a quella dei paesi anglosassoni?

Credo che la musica cristiana in Italia, intesa come prodotto che può competere con quella secolare, sia in fase di sviluppo e crescita. Da questo punto di vista, Sabaoth Shop e la sua visione di raggruppare artisti cristiani per promuoverli e rappresentarli nella loro diversità è una novità molto importante.

La vittoria di re Giosafat sui Moabiti e sugli Ammoniti avvenne grazie ai Leviti in prima linea con la loro “lode di sfondamento”. E’ così che vuoi che sia la tua musica?

C’è sicuramente un pregiudizio nei confronti della musica lirica e classica, cioè è considerata “difficile”. Da questo punto di vista, questo Cd vuole abbattere il muro che questa menzogna ha innalzato nei confronti di un genere musicale che ha una ricchezza e delle sonorità ineguagliabili. Per secoli è stata considerata la forma “alta” della musica: io ho nel cuore di renderla accessibile a tutti perché credo che ogni cosa che Dio ha creato sia a disposizione di tutti. Infatti, uno dei complimenti più belli che ricevo è quando mi dicono “a me non è mai piaciuta la musica lirica ma questa è diversa”. E’ diversa perché Dio fa la differenza! La vocalità ed il genere sono solo uno strumento per veicolare la Parola di Dio. La mia musica vorrebbe unire cielo e terra e portare la gente alla presenza del Signore, nella stanza del trono (come credo sia il sogno di ogni musicista cristiano). Vorrei trasmettere l’intimità del mio rapporto con Gesù: la mia totale sottomissione a Lui, il mio amore e la mia gratitudine per il fatto che non c’è più un velo che ci separa da Dio. La mia speranza è di fare vibrare le stesse corde nel cuore di chi ascolta.

Un lungo percorso alla ricerca di Dio passando per l’occultismo e la New Age.
Dopo alcuni anni di conversione a Cristo, il tuo bilancio come cantante e come donna.

Il bilancio come cantante è molto positivo. Quando conobbi il Signore nel 1999 decisi di dare a Lui il dono della voce e di non cantare più a meno che non fosse Lui a chiedermelo. Chi è stato artista nel mondo secolare sa che c’è molto lavoro da fare sull’orgoglio, sull’egocentrismo, sul carattere insomma. Io decisi che volevo prima di tutto essere un buon discepolo e così mi dedicai allo studio della Parola e soprattutto a fortificare il mio rapporto con Lui. La grande differenza quando ripresi a cantare fu l’assenza di paura legata a tutte quelle regole che normalmente governano questa carriera: se sei stanca la voce ne risente, se non fai i vocalizzi la voce è fredda, se non studi tante ore e non ti prepari non renderai bene… Non c’è stata una volta da quando canto per Dio che sia stato possibile seguire queste regole! Quest’estate in viaggio con il Pastore Roselen è stato un susseguirsi di giornate lunghissime e faticose, aria condizionata, vocalizzi fatti in auto, vestizione all’autogrill (lontano ormai il ricordo di bei camerini con sarta, truccatrice e parrucchiere che si prendono cura di te!). Nel mondo, trovi la sicurezza nell’avere il controllo di tutti i dettagli, in Cristo, la mia sicurezza è quella di lasciare a Lui il controllo di ogni cosa e di riposare fiduciosa! L’esperienza poi di predicare e cantare è davvero un punto di arrivo importante per me: non più la musica a servizio della mia voce ma la mia voce a servizio della Parola! Per quanto concerne il bilancio come donna anche questo è molto positivo (come non potrebbe esserlo con Gesù!). E’ vero che io ho molto cercato Dio e che ho sovente sentito il Suo profumo e trovato dei cuori speciali che lo cercavano con sincerità. Sicuramente io ero ingannata da una forma di grande amore e compassione verso gli altri, quindi una presa di posizione che portava a dichiarare che c’era una sola verità, che tutte le altre erano menzogne e che vi era un solo nome, mi sembrava una cosa poco amorevole perché avrebbe escluso tanta gente. Credo che in questi tempi sia una delle strategie del nemico più subdole: in nome dell’amore universale raggruppare tutti in un'unica religione universale dichiarando che tutte le strade portano a Dio. La rivelazione quindi che c’è un solo nome che ha autorità, che c’è una sola Verità, che Gesù è l’unica porta che conduce al Padre ha rivoluzionato la mia vita. Si tratta proprio di rivelazione perché nessun uomo avrebbe potuto convincermi del contrario: solo lo Spirito Santo. Da quel momento ho cominciato a scoprire la mia vera identità, a ricevere guarigione interiore. Ho scoperto l’arma potente della preghiera ed uno dei frutti più “vistosi” è stato il mio meraviglioso marito, il dono perfetto di Dio (questo si che contribuisce al mio bilancio come donna!) Prima di accettare Gesù come l’unico Signore e Salvatore della mia vita non ero né infelice, né malata, né disperata, ma ero sicuramente incompleta e ignoravo l’autorità che ogni credente ha nel Suo nome, perciò non mi muovevo con la potenza dello Spirito. Adesso sento di avere raggiunto dei primi traguardi e insieme a Lui posso guardare all’orizzonte certa della fedeltà delle Sue promesse e che se dovesse venire a mancare ogni cosa, Lui ci sarebbe sempre. Come bilancio non credo sia male, no?

Marzia Buson

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